Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto l’apertura di indagini nei confronti dei partecipanti al documentario Naza. La richiesta, secondo quanto riportato da RaiNews, punta anche all’avvio di procedimenti per presunti reati collegati alla sicurezza nazionale.
Le contestazioni
Stando alla ricostruzione pubblicata dalla testata, Netanyahu ha sollecitato che le persone coinvolte siano perseguite per ipotesi di reati informatici, diffamazione e per aver arrecato danno agli interessi politici e di sicurezza di Israele.
Il contenuto della richiesta riguarda quindi sia profili legati alla sicurezza dello Stato sia possibili responsabilità di natura penale. Nel testo disponibile, tuttavia, non vengono precisati i comportamenti contestati ai partecipanti né i passaggi del documentario che avrebbero determinato l’intervento del premier.
Informazioni ancora limitate
La notizia non indica i nomi delle persone interessate, le autorità incaricate di svolgere gli accertamenti o l’eventuale apertura formale di un procedimento. Non sono inoltre forniti dettagli sui contenuti specifici di Naza, elemento che non consente di ricostruire nel dettaglio l’origine delle accuse.
La richiesta di Netanyahu è stata riferita da RaiNews il 13 ottobre 2026, in un articolo firmato da Marina Lalovic. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, restano da chiarire sia l’iter delle eventuali indagini sia le contestazioni rivolte singolarmente ai partecipanti.