Il ministero della Difesa russo ha confermato la prosecuzione degli attacchi contro il territorio dell’Ucraina. L’annuncio, riferito da Mosca, arriva mentre restano senza esito i tentativi negoziali per ottenere una tregua mirata alle infrastrutture energetiche in vista della stagione invernale.
Le autorità russe hanno ribadito l’ampiezza delle operazioni aeree e hanno negato che ci sia stato un rallentamento dell’offensiva sul campo. La comunicazione segna, secondo la ricostruzione fornita, il fallimento dei tentativi diplomatici finora condotti per fermare o limitare i raid sulle strutture energetiche ucraine.
La smentita dagli Stati Uniti
Alla notizia sugli attacchi si è aggiunto un episodio di rilievo sul piano diplomatico. Alcune ricostruzioni di stampa avevano riferito dell’arrivo a Mosca di Kash Patel, direttore dell’Fbi, ipotizzando colloqui con i servizi di sicurezza russi.
L’Fbi ha però smentito con decisione la circostanza. L’agenzia statunitense ha dichiarato che Patel non si trova all’estero e che è rimasto negli Stati Uniti per partecipare a eventi istituzionali in Virginia. La precisazione esclude quindi la presunta visita nella capitale russa.
Due fronti della vicenda
La vicenda si sviluppa dunque su due piani distinti: da una parte la conferma russa della prosecuzione delle operazioni militari in Ucraina, dall’altra la rettifica americana su una possibile missione del direttore dell’Fbi a Mosca. Il primo elemento riguarda direttamente il conflitto e le prospettive di una tregua sulle infrastrutture energetiche; il secondo coinvolge i rapporti tra apparati di sicurezza dei due Paesi.
Le informazioni disponibili indicano che, sul fronte militare, non è stata annunciata alcuna pausa negli attacchi. Sul piano diplomatico, invece, Washington ha chiarito la posizione di Patel, smentendo la sua presenza in Russia e confermando la permanenza negli Usa per impegni istituzionali in Virginia.