Vertenza occupazionale

Nuova chiusura nel tessile a Cavarzere: 25 persone coinvolte

La società, avviata nel 2023, interrompe l’attività e avvia i licenziamenti. La Femca Cisl chiede verifiche sulle precedenti vicende

Nuova chiusura nel tessile a Cavarzere: 25 persone coinvolte

Nel comparto della confezione di Cavarzere si registra una nuova cessazione di attività. A chiudere è una srls attiva nella produzione di jeans, aperta nel 2023 e con 25 dipendenti. Le lavoratrici sono state invitate a firmare la lettera di licenziamento per cessata attività.

La vicenda è stata segnalata dalla Femca Cisl Venezia, che afferma di essere venuta a conoscenza della chiusura quasi per caso. Nell’area, infatti, le addette del comparto risultano raramente sindacalizzate e il sindacato è stato contattato direttamente da alcune lavoratrici, che hanno chiesto informazioni e assistenza per poter accedere alla Naspi, l’indennità di disoccupazione.

La denuncia del sindacato

«Per caso abbiamo saputo della chiusura – riferisce il segretario generale della Femca Cisl Venezia, Francesco Coco – solo perché delle lavoratrici ci hanno chiamato per informarci su quanto stava accadendo». Secondo il sindacalista, tra le dipendenti ci sono persone non avanti con gli anni, alcune delle quali sono monoreddito e hanno già affrontato esperienze simili.

La federazione esprime forte preoccupazione perché, sostiene, episodi analoghi si sarebbero verificati più volte nel recente passato. Per la Femca Cisl non si tratterebbe quindi di una vicenda isolata né di una semplice difficoltà aziendale, ma del segnale di una situazione che si ripete da tempo e che richiede un approfondimento.

Chiusure, riaperture e cambi di ragione sociale

Nel corso degli ultimi dieci anni il sindacato afferma di aver seguito diverse vertenze nel territorio, assistendo a un susseguirsi di chiusure, cessazioni e nuove aziende che, in alcuni casi, sarebbero tornate a operare negli stessi stabilimenti con ragioni sociali differenti.

La Femca Cisl precisa di non voler rivolgere accuse specifiche in assenza di elementi verificati, ma chiede che le autorità competenti facciano chiarezza. Il sindacato invita a verificare se il comparto stia attraversando una crisi strutturale oppure se, in alcuni casi, la cessazione di un’attività sia seguita dopo pochi mesi dalla ripartenza sotto una nuova denominazione, con gli stessi clienti e le stesse commesse.

L’appello è rivolto alle istituzioni locali, agli enti e agli organi competenti. La richiesta è di aprire un confronto e ricostruire la storia delle imprese che hanno operato nel settore, esaminando cessazioni, eventuali riaperture, cambi di ragione sociale e continuità delle commesse. L’obiettivo indicato dal sindacato è verificare quali garanzie siano state riconosciute alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti.