È stata inaugurata a Mestre, negli impianti di via Penello, la nuova sede della Bebe Vio Academy, il programma promosso dalla Fondazione art4sport per avvicinare bambine, bambini e adolescenti allo sport paralimpico. Il progetto, già presente a Milano e Roma, nasce dalla visione della campionessa Bebe Vio e si sviluppa all’interno della Polisportiva Terraglio.
La struttura è destinata a ragazze e ragazzi dai 6 ai 18 anni, con e senza disabilità fisiche. La partecipazione alle attività sarà gratuita e consentirà di sperimentare, a rotazione, diverse discipline: scherma, atletica, sitting volley, basket in carrozzina, karate e nuoto. L’obiettivo è offrire un primo accesso allo sport e creare occasioni di incontro attraverso esperienze condivise.
Un ritorno alle origini
La sede mestrina ha anche un valore personale per Bebe Vio, che proprio alla Polisportiva Terraglio aveva mosso i primi passi nella scherma nel 2013. Nella struttura, inoltre, da anni vengono praticate diverse discipline paralimpiche. La gestione dell’Academy è affidata alla Fondazione art4sport, presieduta da Angela Grandis.
Durante l’inaugurazione di martedì 13 ottobre, Bebe Vio ha spiegato di voler contribuire alla crescita del movimento paralimpico in Italia, con l’ambizione di portarlo entro otto anni a un livello paragonabile a quello olimpico. Secondo la campionessa, il risultato richiede un cambiamento culturale e una diversa mentalità, con un ruolo centrale delle nuove generazioni.
Il sostegno dell’amministrazione
Alla cerimonia hanno partecipato, per il Comune di Venezia, l’assessore allo sport Silvia Peruzzo Meggetto e l’assessore alla coesione sociale Ermelinda Damiano. Presenti anche il presidente del Consiglio comunale Matteo Senno e il presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo Gennaro Marotta.
Per l’amministrazione comunale, l’Academy rappresenta un’opportunità per il territorio e per i giovani, nel segno dell’uguaglianza e della possibilità di sviluppare le proprie capacità. Damiano ha richiamato anche l’esperienza del summer camp organizzato nei mesi precedenti, durante il quale bambini con e senza disabilità avevano condiviso attività di gioco e sport. Il nuovo progetto punta così a consolidare un percorso di inclusione attraverso la pratica sportiva.