Educazione precoce

Venezia, un progetto triennale per prevenire la violenza

Coinvolti bambini, adolescenti, famiglie e operatori con attività su emozioni, confini, consenso e stereotipi.

Venezia, un progetto triennale per prevenire la violenza

La prevenzione della violenza di genere e delle forme di sopraffazione può iniziare già nei primi anni di scuola. È l’obiettivo di Crescere senza violenza, il progetto triennale promosso dal Comune di Venezia attraverso l’area coesione sociale e gestito dalla cooperativa La Esse. L’iniziativa punta a diffondere una cultura del rispetto, aiutando bambini e ragazzi a riconoscere le emozioni, comprendere i propri confini e costruire relazioni libere da possesso e aggressività.

Il programma coinvolgerà asili, scuole elementari e scuole secondarie di primo grado, ma anche gli adulti che accompagnano i minori nella crescita. Famiglie, insegnanti, servizi sociali e associazioni saranno messi in rete attraverso laboratori, momenti di confronto e attività formative. Il progetto è sostenuto dai fondi europei Metro Plus 2021-2027, con uno stanziamento complessivo di 240mila euro.

Attività nelle scuole e formazione

Nel corso dei tre anni sono previsti 240 percorsi laboratoriali e 210 ore di formazione destinate ai professionisti della rete territoriale. Non saranno lezioni frontali: il lavoro si svilupperà attraverso il gioco, il corpo, gli albi illustrati, le attività di gruppo e le tecniche del teatro sociale. I più piccoli saranno accompagnati a riconoscere ciò che provano e a comprendere il significato dei confini personali e del consenso, attraverso gesti e parole.

Nelle scuole medie il percorso affronterà invece le dinamiche delle relazioni tra adolescenti, il cyberbullismo e la decostruzione degli stereotipi di genere. Parallelamente, genitori e insegnanti saranno sostenuti nel riconoscimento dei segnali di disagio. L’obiettivo è fornire agli adulti strumenti utili per intercettare precocemente discriminazioni, prevaricazioni e situazioni di sofferenza.

La psicologa Claudia Stefani, referente di La Esse, ha sottolineato l’importanza di offrire ai minori modalità diverse per esprimere il disagio. Se il pianto viene considerato una debolezza e la rabbia l’unico modo per manifestare ciò che si prova, ha spiegato, le possibilità di comunicare si restringono. Per questo il progetto intende promuovere ascolto, empatia e consapevolezza del consenso, rafforzando le competenze delle figure educative.

Il tema della violenza assistita

Una parte specifica dell’iniziativa riguarda la violenza assistita, quella vissuta dai minori che crescono in un ambiente familiare segnato da aggressioni fisiche, verbali, psicologiche o economiche. Anche quando non sono direttamente colpiti, i bambini possono subirne conseguenze profonde. Per questo viene richiesto agli adulti di saper riconoscere i segnali di sofferenza e di attivare tempestivamente i servizi disponibili.

Il tema si inserisce in un contesto nel quale la violenza giovanile è tornata al centro del dibattito pubblico, dopo i disordini registrati nei giorni precedenti a Milano e in altre città, con il coinvolgimento di gruppi di minorenni. A Venezia è attivo da circa un anno anche Desteenazione, progetto con base a Villa Franchin rivolto soprattutto agli adolescenti.

Nel 2025 il Centro antiviolenza veneziano ha preso in carico 332 donne che hanno intrapreso un percorso di protezione con il supporto degli operatori. Nelle quattro case rifugio comunali sono state ospitate 42 persone tra donne e bambini, mentre altre 99 sono state accolte in strutture diverse. La responsabile Patrizia Marcuzzo ha collegato l’aumento delle richieste all’emersione progressiva di una parte della violenza sommersa e alla necessità, sempre più frequente, di proteggere insieme madri e figli.

L’assessore alla coesione sociale Ermelinda Damiano ha definito la violenza di genere una responsabilità collettiva. La risposta, ha sostenuto, deve coinvolgere l’intera comunità educante, comprese famiglie, scuola, sport, società civile, servizi e realtà che entrano in contatto con donne e minori in difficoltà.