Venerdì 23 ottobre alle ore 10, imprenditori agricoli e operatori della pesca provenienti da tutto il Veneto si raduneranno all’esterno di Palazzo Grandi Stazioni a Venezia. La mobilitazione è stata promossa da Coldiretti Veneto per sollecitare interventi straordinari a sostegno delle aziende, sempre più gravate dall’aumento dei costi di produzione.
Al centro della protesta c’è il rincaro del gasolio, che secondo Coldiretti sta incidendo pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e della pesca. L’organizzazione chiede alla Regione lo stanziamento di risorse straordinarie, da tradurre anche in uno sconto sul carburante, per ridurre l’impatto degli aumenti.
Le richieste alla Regione
Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, sostiene che l’aumento dei prezzi stia mettendo in difficoltà l’agricoltura regionale e nazionale. Le imprese, secondo l’organizzazione, non possono continuare a sostenere i costi legati alla produzione di alimenti, alla sicurezza alimentare e alla tutela dei territori mentre il reddito aziendale viene eroso da fattori esterni all’attività.
La mobilitazione coinvolgerà rappresentanti delle aziende agricole attive nei campi, nelle serre, nelle stalle e nelle cantine, oltre agli operatori dei pescherecci. Coldiretti chiede inoltre strumenti di credito agevolato per sostenere la liquidità delle imprese e affrontare una fase definita particolarmente delicata.
Il fermo delle marinerie
La manifestazione veneziana sarà preceduta dal fermo dei pescherecci previsto per giovedì 22 ottobre in diverse marinerie italiane. In Veneto aderiranno anche quelle di Chioggia e Caorle, dove gli operatori protestano contro il caro carburante e le difficoltà che stanno colpendo il comparto.
La situazione della pesca nell’Alto Adriatico era già critica prima dell’aumento del costo del gasolio, anche per gli effetti del cambiamento climatico. La segreteria metropolitana della Flai Cgil di Venezia chiede al Governo di intervenire, alla Regione di erogare gli aiuti promessi e di convocare con urgenza il tavolo regionale di crisi della pesca, con la partecipazione di tutte le parti interessate, comprese le organizzazioni sindacali.