Mancano dieci giorni alla chiusura del punto nascite di Portogruaro, prevista il 31 dicembre. La decisione continua a suscitare l’opposizione dei sindaci e della comunità del territorio, che considera l’ospedale un riferimento storico e identitario per il Veneto Orientale.
La responsabilità della gestione sanitaria spetta alla Regione Veneto, ma la riorganizzazione dei punti nascita deve rispettare i criteri stabiliti a livello nazionale. In particolare, la normativa prevede una soglia minima di 500 parti all’anno per mantenere attivo il servizio, con la possibilità di deroghe in alcuni casi. Per Portogruaro, la richiesta presentata dalla Regione a Roma non è stata accolta.
La posizione dell’assessore
Sulla vicenda è intervenuto con una nota l’assessore regionale Gino Gerosa, già criticato sul territorio per non aver partecipato al consiglio comunale aperto del 12 ottobre. Gerosa ha sostenuto che la riorganizzazione imposta dai provvedimenti nazionali non equivalga alla rinuncia a investire nella sanità locale.
Secondo l’assessore, la sospensione dell’attività ostetrica può diventare l’occasione per rafforzare l’assistenza destinata alle donne e ai neonati. La riorganizzazione, ha spiegato, riguarda l’intero Paese ed è fondata su criteri di sicurezza definiti dal decreto ministeriale adottato nel 2015 dall’allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin.
Visite domiciliari e trasporti
In vista della chiusura, nel Veneto Orientale è previsto il potenziamento della rete delle visite domiciliari per le gestanti. La Regione annuncia inoltre l’attivazione di un servizio specifico di trasporto e accompagnamento verso gli ospedali, con l’obiettivo di garantire trasferimenti rapidi e sicuri quando siano necessarie competenze o prestazioni non disponibili nella struttura di Portogruaro.
Nel sistema di assistenza rientrano anche lo STEN, il Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale, e lo STAM, il Servizio di Trasporto Assistito Materno. Si tratta di servizi rivolti rispettivamente ai neonati e alle donne in gravidanza, effettuati con mezzi attrezzati e personale specializzato.
Gerosa ha riconosciuto le preoccupazioni della comunità, ribadendo che la chiusura del punto nascite non dovrebbe ridurre il diritto dei cittadini a cure accessibili e di qualità. La Regione sta inoltre valutando, nell’ambito delle schede ospedaliere e per quanto di propria competenza, un potenziamento dei servizi della struttura sanitaria di Portogruaro.