Lavoro

A Venezia gli stipendi crescono meno dell’inflazione

La media annua arriva a 33.133 euro lordi, ma dal 2015 il divario con il costo della vita ha ridotto il potere d’acquisto.

A Venezia gli stipendi crescono meno dell’inflazione

Le retribuzioni nella provincia di Venezia sono aumentate nell’ultimo decennio, ma non abbastanza da compensare l’inflazione. È la conclusione dell’analisi realizzata dall’ufficio studi della Cisl di Venezia sui dati del JP Geography Index dell’Osservatorio JobPricing, che confronta gli stipendi medi nelle 107 province italiane e ne misura l’andamento tra il 2015 e il 2025.

Nel 2025 la retribuzione globale annua media nell’area veneziana è stata di 33.133 euro lordi. Il dato colloca il territorio al 29° posto della graduatoria nazionale, due posizioni più in basso rispetto all’anno precedente. In Veneto, Venezia è preceduta da Padova, con 34.112 euro, Verona, con 33.635 euro, Treviso, con 33.304 euro, e Belluno, con 33.258 euro. La media regionale è di 33.790 euro: rispetto a questo valore, nel Veneziano si registrano 657 euro lordi in meno all’anno, quasi 55 euro al mese.

Il divario con l’inflazione

Il confronto sul lungo periodo evidenzia una perdita concreta di capacità di spesa. Tra il 2015 e il 2025, la retribuzione media nella provincia è cresciuta del 14,4 per cento, mentre l’inflazione cumulata nello stesso arco temporale ha raggiunto il 22,5 per cento. Il divario supera quindi gli otto punti percentuali e si traduce, secondo l’elaborazione, in una perdita reale del 6,6 per cento del potere d’acquisto.

L’effetto può essere misurato anche su un reddito mensile. Chi nel 2015 percepiva 1.500 euro oggi arriverebbe a circa 1.716 euro, ma per acquistare gli stessi beni e servizi dovrebbe ricevere 1.837,50 euro. La differenza supera dunque i 120 euro mensili. Nel confronto tra le 40 principali province italiane, Venezia si colloca al 17° posto per andamento reale delle retribuzioni. Il fenomeno riguarda in particolare il Nord, dove diverse province registrano una crescita salariale inferiore a quella dei prezzi.

La posizione della Cisl

Per il segretario della Cisl Venezia Michele Zanocco, i dati riflettono una situazione avvertita quotidianamente da lavoratori e pensionati: gli aumenti delle buste paga non riescono a tenere il passo con la spesa per alimentari, utenze e abitazioni. Il sindacato indica nella contrattazione uno degli strumenti per intervenire, chiedendo il rinnovo dei contratti nazionali alla scadenza, il contrasto ai contratti pirata e un maggiore ricorso alla contrattazione di secondo livello.

La Cisl sollecita inoltre il Governo a proseguire con la detassazione degli aumenti contrattuali e dei premi di produttività e a sostenere i redditi del ceto medio. Sul piano territoriale, Zanocco attribuisce il peggioramento della posizione veneziana anche alla crescente presenza di attività a basso valore aggiunto, lavoro stagionale e part-time involontario. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nella manifattura, nel porto, nella logistica e nella transizione industriale di Porto Marghera, oltre alla formazione e al contrasto dell’emergenza abitativa.