Commercio estero

Fincantieri spinge l’export veneziano: 4 miliardi in sei mesi

Nel primo semestre 2026 il balzo è stato del 44,6%, sostenuto dalle commesse statunitensi della cantieristica navale.

Fincantieri spinge l’export veneziano: 4 miliardi in sei mesi

Il comparto manifatturiero dell’area di Venezia ha esportato nel mondo beni per oltre 4 miliardi di euro nel primo semestre del 2026. Il dato, diffuso dal Centro studi di Confartigianato, indica una crescita del 44,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e colloca la provincia al primo posto in Veneto per incremento delle vendite oltreconfine.

La performance è legata soprattutto alla cantieristica navale e, in particolare, alle commesse negli Stati Uniti di Fincantieri. Secondo Siro Martin, presidente di Confartigianato Imprese metropolitana, gli ordini del gruppo hanno determinato un aumento significativo dei volumi economici. Alle spalle di Venezia, per crescita dell’export, si trovano Padova, con il 3,4%, Vicenza, con il 2,3%, e Belluno, con l’1,8%. Il quadro è invece negativo per Rovigo, Verona e Treviso.

Il dato depurato dalla cantieristica

L’incidenza delle grandi commesse navali emerge anche osservando i numeri senza considerare le esportazioni di Fincantieri. In questo caso il valore raggiunge 2 miliardi e 784 milioni di euro, con un aumento dell’1,7% rispetto al primo semestre del 2024 e del 3,3% sul 2025. Martin ha sottolineato che la cantieristica navale pesante rappresenta un caso particolare, ma ha evidenziato anche segnali positivi per il resto del tessuto produttivo.

In termini assoluti, Venezia resta comunque distante dalle principali province venete: Vicenza ha raggiunto 11 miliardi di euro di export nel semestre, Treviso 7,5 miliardi, Verona 6,9 miliardi e Padova 6,7 miliardi. Il divario riflette una diversa struttura economica, con un peso maggiore di turismo e servizi nell’area veneziana e una rete meno estesa di imprese manifatturiere orientate ai mercati internazionali. Per questo motivo, le commesse navali possono incidere in modo particolarmente rilevante sulle variazioni complessive.

I mercati di destinazione

Nel primo semestre 2026 le vendite nell’area euro sono salite a 1,8 miliardi di euro, il 2,9% in più rispetto al 2025. L’export verso il resto del mondo ha invece raggiunto 2,272 miliardi, con un incremento del 112,9% determinato soprattutto dagli ordini statunitensi. Tra le altre aree geografiche si registra una crescita del 26,3% verso il Mercosur, mentre il Medio Oriente segna una contrazione del 21,3%.

Andamento altalenante per la Cina, dove il valore delle merci acquistate è passato dai 97,9 milioni di euro del primo semestre 2024 ai 24,8 milioni del 2025, per risalire a 49,6 milioni nel 2026. A livello veneto, i macchinari costituiscono il principale comparto esportato verso il mercato cinese, con il 19,6% del totale, ma registrano una flessione del 23,4% su base annua. Diminuiscono anche le altre industrie manifatturiere, le apparecchiature elettriche e i prodotti alimentari. In controtendenza la farmaceutica, salita da 11,4 a 37,5 milioni di euro, insieme ad abbigliamento, prodotti in metallo, computer ed elettronica.