Il venerdì 30 ottobre 2026 il personale dei trasporti aderirà a uno sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dall’Usb. L’agitazione interesserà anche i servizi gestiti da Avm/Actv e Vela a Venezia, oltre al trasporto ferroviario. Nel comparto dei treni la mobilitazione inizierà alle 21 di giovedì 29 ottobre e terminerà alle 20.59 del giorno successivo, mentre per il trasporto pubblico locale lo stop è previsto nell’intera giornata di venerdì.
Bus, tram e navigazione
Lo sciopero potrà coinvolgere il personale dei servizi automobilistici, tranviari e di navigazione, gli addetti ai parcheggi in struttura, il people mover e la rete di vendita Venezia Unica. Per la navigazione saranno garantiti i servizi minimi di collegamento e alcune corse del servizio di nave traghetto della linea 17.
Per autobus e tram saranno assicurate tutte le corse in partenza dai capolinea nelle fasce comprese tra le 6 e le 8.59 e tra le 16.30 e le 19.29. Al di fuori di questi orari potranno verificarsi cancellazioni e interruzioni. Actv ha precisato che non saranno garantite le corse di rientro al termine delle lezioni nelle scuole superiori. Le informazioni aggiornate sono disponibili sui canali ufficiali dell’azienda.
Le fasce garantite sui treni
Per il trasporto ferroviario regionale resteranno in vigore le consuete fasce di garanzia, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Per i collegamenti a media e lunga percorrenza, invece, i viaggiatori dovranno verificare preventivamente l’elenco dei convogli garantiti. L’agitazione potrà creare disagi anche al settore aereo, per l’intera giornata, al personale delle autostrade, dalle 22 del 29 ottobre, e ai taxi.
I passeggeri che rinunceranno al viaggio a causa dello sciopero potranno chiedere il rimborso. Per Intercity e Frecce la richiesta dovrà essere presentata entro l’orario di partenza del treno prenotato; per i regionali il termine è fissato alle 24 del giorno precedente. In alternativa sarà possibile riprogrammare il viaggio, in condizioni simili e compatibilmente con la disponibilità dei posti, alla prima occasione utile.
La protesta è stata proclamata dall’Usb per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. Il sindacato indica tra le ragioni della mobilitazione l’aumento dei prezzi, a partire dai carburanti, e la perdita di potere d’acquisto dei salari, che secondo l’organizzazione non hanno recuperato l’inflazione. L’Usb contesta inoltre le misure adottate dal governo e chiede interventi sul costo della vita.
Nella nota con cui annuncia lo sciopero, l’organizzazione sindacale cita anche l’incremento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bollette di luce e gas. Tra le richieste figurano l’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, interventi di contenimento dei prezzi e l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità. La mobilitazione, secondo l’Usb, si inserisce in una più ampia stagione di proteste sociali in diversi Paesi europei.