Il sindaco di Portogruaro, Luigi Toffolo, è stato ricevuto a Roma al Ministero della Salute per discutere della chiusura del punto nascite dell’ospedale San Tommaso dei Battuti. L’incontro si è svolto mercoledì 14 ottobre, a pochi giorni dalla cessazione prevista del servizio, fissata per il 31 ottobre.
Il primo cittadino ha incontrato Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della programmazione del Ministero della Salute. Al rappresentante ministeriale Toffolo ha illustrato le preoccupazioni della comunità locale e le possibili criticità legate alla chiusura, chiedendo garanzie sul piano dell’assistenza e della sicurezza per le famiglie del territorio.
Il confronto con il Ministero
Secondo quanto riferito dal sindaco, il colloquio si è svolto in un clima cordiale e costruttivo. Toffolo ha portato a Roma le richieste del Portogruarese e la preoccupazione per le donne che, con la sospensione dell’attività, dovranno rivolgersi ad altri ospedali per partorire, in particolare nelle strutture del vicino Friuli Venezia Giulia.
Il sindaco ha inoltre chiesto di conoscere nel dettaglio le motivazioni della decisione assunta dal Comitato Percorso Nascite Nazionale. La posizione del Comune è che il servizio, pur non raggiungendo ancora i livelli richiesti, abbia registrato una crescita negli ultimi anni e svolga una funzione rilevante anche per la collocazione strategica di Portogruaro, area di confine. La questione è stata sostenuta in questi mesi da un’azione condivisa tra i Comuni del Portogruarese.
I numeri previsti dalla normativa
Il quadro normativo prevede un requisito minimo di 500 parti all’anno per mantenere operativo un punto nascite. Portogruaro non raggiunge questa soglia, nonostante l’aumento dei parti registrato negli ultimi anni. In Veneto, secondo quanto riportato, sono state concesse deroghe soltanto per Chioggia, Venezia e Asiago.
Il sindaco ha annunciato che continuerà a seguire la vicenda e ad approfondire gli elementi che hanno portato alla decisione. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è tutelare le esigenze delle mamme e dei bambini del Portogruarese, verificando le ragioni della chiusura e le conseguenze che il trasferimento delle nascite potrà avere sull’organizzazione dell’assistenza per la popolazione locale.